03 – le prime invenzioni

bardatura-antica-cavallo

La tecnologia metallurgica portò con sé numerose invenzioni collaterali, poiché il processo dal reperimento del minerale sino alla finitura del prodotto coinvolge numerose operazioni: lo scavo (con appositi utensili metallici), il trasporto (con rulli prima, poi con carri su ruote), la fusione (che necessita di soffiaggio con mantici), la fucinatura (con altri strumenti metallici per la percussione del pezzo) e la finitura (con lime e attrezzi simili).
Tutte le operazioni sono eseguite da persone che sempre più si distaccano dalle attività legate all’allevamento e all’agricoltura, alle quali provvedono altre, che grazie all’evoluzione delle tecniche agricole riescono comunque a fornire un surplus energetico. La specializzazione dei lavori è attuabile solamente in centri di una certa dimensione: nascono le città.

Nel campo dei sistemi di trasporto e dei mezzi semoventi, si hanno fondamentali invenzioni:
– la ruota;
– la bardatura degli animali;
– l’aratro;
– la navigazione a vela.

La ruota sostituisce il trasporto su rulli, e il carro su ruote si diffonde nel Medio Oriente sin dal 3.500 a.C. (Mesopotamia e Siria). L’utilizzo di questo prevede un sistema di bardatura degli animali che consenta di convertire la loro forza. Il sistema congegnato non è però ottimale, poiché serra il collo dell’animale, tendendo a soffocarlo proprio quando questo compie il massimo sforzo. Sarà migliorato solamente nel Medioevo. La bardatura è altresì impiegata nell’uso dell’aratro, che parte da una forma estremamente semplice (peraltro mantenuta per lungo tempo, e usata diffusamente dai Romani) per evolversi ed appesantirsi. Anche in questo caso, però, saranno gli aratri pesanti nordeuropei a necessitare della bardatura alla spalla di epoca medievale.
La navigazione a vela appare invece in Egitto, sempre attorno al 3.500 a.C., ed è destinata agli spostamenti fluviali. Il sistema consta della superficie che incontra la forza del vento e dei controlli per sfruttare l’energia così prodotta.

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