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Una torta ci salverà

torta

Il lockdown ha portato la produzione casalinga di torte ai livelli precedenti all’introduzione dei beni di massa nell’economia. Lo scenario sarebbe cambiato con le materie plastiche, prima tra tutte il polipropilene di Giulio Natta. Ora un legame insospettabile potrebbe unire questi due mondi.

Una sperimentazione condotta dall’Università di Edimburgo ha mostrato la possibilità di convertire i rifiuti di plastica in vanillina, la cui produzione con le bacche naturali di vaniglia – pari a circa 12 mila tonnellate annue – è di gran lunga inferiore alla domanda.
Gli studiosi scozzesi hanno ottenuto vanillina dal PET per mezzo di una coltura batterica di Escherichia Coli a 37° C; condizioni simili a quelle per l’ottenimento della birra.

In attesa di una doppio malto o di un’ambrata ottenute da sacchetti di plastica, potremo goderci una panna cotta insaporita da ciò che era una bottiglietta di acqua minerale (la sicurezza alimentare è ancora in fase di studio, ma gli studiosi scozzesi sono certi che sia commestibile).

Ma è grottesco…

grottesca

Oggi grottesco significa “innaturale”, “paradossale”, “deforme”, ma il termine arriva dalle #grottesche, decorazioni pittoriche che ornarono le ville romane in epoca augustea, per essere poi oggetto di riscoperta in epoca rinascimentale.

Queste decorazioni hanno come oggetto motivi geometrici all’interno dei quali si collocano mostruosi ibridi animali e umani. Talvolta hanno una finalità didascalica, e altre volte sono semplici decorazioni ornamentali.
Le grottesche si collocavano al confine dell’arte decorativa, e per questo beneficiavano di maggiore libertà dai canoni; per questo motivo sono state fonte di novità, che hanno poi preso piede in modo più istituzionalizzato.

Ai margini delle opere “serie” sembravano poco più che scarabocchi, ma sono state fonte per lungo tempo fonti di ispirazione sia pittorica sia iconografica.

Spesso gli scarabocchi sono tanto importanti quanto lo sono i documenti istituzionali, perché se questi ultimi riflettono il sapere consolidato, i primi ne mostrano la fantasia, le direzioni nuove e non ancora intraprese: in definitiva, la loro anima.