Monthly Archives: gennaio 2016

Il cretino come asset strategico

Come ascoltare gli altri e farseli amici

di Robert James

Recensione di Come ascoltare gli altri e farseli amici, di Robert James, San Lazzaro di Savena : Area51 Publishing, 2015

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Nel film La cena dei cretini i protagonisti sono dei professionisti parigini il cui passatempo è trovare persone i cui hobby sono attività particolari (costruire una tour Eiffel con i fiammiferi ne è un esempio). Presentati a una cena, costoro sono così appassionati da descrivere ciò che fanno nei minimi particolari, in modo iperbolico, monotematico e logorroico. Il gioco ha un vincitore: chi porta il più cretino, ossia chi parla di più e con maggior fervore – con ovvio effetto comico – di un’attività di cui importa poco e nulla a chiunque.
I professionisti di cui sopra si sarebbero molto giovati di un manuale come quello di Robert James, che insegna l’ascolto come strategico per conseguire il proprio successo.
Ora, nessuno nega che l’ascolto interessato di una multinazionale delle lamentele telematiche di un utente insoddisfatto sia strategico e alla fine utile per entrambe le parti. L’epoca dei social network richiede questo.
Quello che suona – si scusi il termine – inumano è l’estensione di una simile pratica fino ai rapporti personali, compresi quelli sentimentali.
Inumano poiché non è importante, alla fine, l’altro e ciò che dice, quanto il fatto che se lo dice a me devo tenerne contabilmente conto per il corretto – da manuale – prosieguo della relazione. Non vi è traccia di vera considerazione dell’altro in quanto persona, ma solo come asset strategico.
Questo è a mio avviso inaccettabile, anche per un’impresa che voglia farsi carico di una minima e calcolata responsabilità sociale.

Dimostrazione di coraggio

Chimica mentale – Il metodo scientifico per creare la realtà con il pensiero

di Charles Haanel

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Per chi ha visto Donnie Darko questo libro ricorda La filosofia del viaggio nel tempo di Roberta Sparrow. Salvo che quest’ultimo ha più fondamenti scientifici.
Chimica mentale inanella una indicibile serie di perle, e la densità di queste è tale da farle manifestare sin dalle prime righe, dove si legge: “La Chimica è la scienza che si occupa della variazioni atomiche e molecolari subite dalle cose in base a varie influenze”, e poco oltre “Qualsiasi numero concepibile può essere formato dalle cifre arabe 1,2,3,4,5,6,7,8,9 e 0”. Va giusto detto come sfuggano all’esimio Autore alcune sfumature della definizione di chimica (si scuserà l’assenza della Maiuscola), per cui per i gas nobili e qualche altro elemento le “variazioni atomiche” hanno peso perlopiù trascurabile, nonché qualche particolare sui sistemi di numerazione aggiunti negli ultimi anni, quale ad esempio quello binario.
Tuttavia, va detto, il libro è consigliatissimo, specie per categorie di lettori tra cui lettori di tarocchi al buio, mesmerizzatori, fuoriusciti da Scientology, Templari e Rosa-Croce in incognito, seguaci di Mons. Milingo, ed altri.
Unica pecca dell’offerta è il prezzo troppo basso. Svilisce l’opera, per la quale cento, anzi, mille euro sarebbero la giusta tariffa, così da consentirne le diffusione solo a chi se la meriti e la desideri ardentemente.

The perfect resume and summary

How-to-Make-a-Perfect-Resume-Different-from-Others

I am pretty much tired of reading always the same things about people who say they are able to manage teams, that they wholehartedly want to work in cooperation, that they are willing to labour with people. Bullshit. At best, you like to work with someone because you like them as persons, not because you have to like them as they are part of your team. Normally, you prefer to work by yourself, and you are not likely to share credit for your results with them. Hey, it’s carreer, babe.
Why not try to be brave and honest? Say you do not give a damn about your colleagues. Admit you would step on them when it’s about advancements. Confess you would better be alone in your cubicle. Or, say you like to work with somebody just because you like them for real, showing it by giving credit to what they do, but you cut throats with much more pleasure. Think that even Google’s algotithm prefers truth: don’t you think people will discover the real you, sometime?
Ok, let’s get real: you have to find a job, and you are not totally wrong if you think that employers look for people who generally don’t pick their nose in public. But do you really think you will outstand by copying and pasting those few lines you found in some other’s profile? Come on.

See my previous post on resumes.

yes_man