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Libri senza fili, senza costo, senza carta

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Otto anni fa si era già distinto per aver creato un sistema di valutazione degli insegnanti secondo criteri aziendali. Così ne parlava il “Corriere della sera” il 29 gennaio 2002:
In cinque davanti allo specchio: i docenti che osservano se stessi rispetto alle loro competenze professionali, i loro colleghi che li giudicano, gli studenti che valutano i comportamenti e le capacità dei professori, i genitori che esprimono il loro parere nei confronti degli insegnanti dei propri figli.”

Oggi Giuseppe Strada, dirigente scolastico dell’Istituto Tecnico “Pacioli” di Crema, propone un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria per affrontare il problema delle spese sempre crescenti per i libri di testo. L’uovo di Colombo è, manco a dirlo, il pc. Un portatile di fascia base, un entry level, che sarebbe concesso per un minimo di tre anni a ciascuno studente per un canone mensile di circa 10 euro. Se a questo si aggiungono i fortunati esperimenti già compiuti in Italia per la redazione di testi scolastici da parte dei docenti, ovviamente a costo zero perché in formato elettronico, il cerchio si chiude.
Su di un altro versante, da un paio di mesi è disponibile per la vendita fuori dagli Stati Uniti il Kindle, l’e-book reader di Amazon. Una rivoluzione, perché la nitidezza e la stabilità della visualizzazione del dispositivo sono a un livello molto alto. 250 euro più tasse e ci si porta a casa un “coso” capace di leggere degli e-book in formato proprietario Amazon, dopo averli scaricati dallo stesso sito del più grande venditore di libri al mondo. Kindle legge anche i file in formato pdf, i file di testo e i fogli elettronici, e grazie alla sua connettività wireless può visitare il sito del giornale al quale siamo abbonati (uno solo in Italia, per ora, quello citato sopra) e così fungere da e-newspaper. Scorrere le pagine è comodo, e Kinlde pesa meno di 300 grammi. Primo risultato di rilevo di Kindle: il numero di e-book venduti da Amazon il giorno di Natale ha superato quello dei libri cartacei (forse, però, con le librerie chiuse, l’evento ha da essere ridimensionato).
Un po’ di anni fa (A Conversation on Information – An interview with Umberto Eco, by Patrick Coppock, February, 1995), Umberto Eco sosteneva:

Once I used to go to the library and take notes. I would work a lot, but at the end of my work I had, say, 30 files on a certain subject. Now, when I go into the library – this has happened frequently to me in American libraries – I find a lot of things that I xerox and xerox and xerox in order to have them. When I come home with them all, and I never read them. I never read them at all!

L’odore della carta di un nuovo libro potrebbe portare a considerazioni nostalgiche, anche un po’ banali, già possibili nel momento in cui Eco sosteneva questo pensiero. Per analogia al processo di fotocopia, invece, ci si può chiedere: ci stiamo una volta per tutte avviando al semplice possesso dei libri, seppure in formato elettronico?

La lettura sequenziale dei dischi in vinile è stata superata prima dall’accesso diretto (o randomizzato) dei cd-rom, poi dei dvd, e poi dalla realizzazione di compilation di mp3, con brani scelti tra migliaia. L’opera letteraria (eminentemente il romanzo, meno il saggio) ha normalmente una struttura interna fortemente sequenziale, sebbene possa essere intrigante una lettura randomizzata in qualche raro caso. Il libro rilegato ha forma funzionale a questo accesso. Con l’attuale stato dell’arte tecnologico il nostro approccio sarà verso una lettura ad accesso diretto? Creeremo delle compilation letterarie dove si inizia con il primo capitolo de I promessi sposi, proseguendo con qualche stralcio da Tre sono le cose misteriose, per concludere con le pagine finali de La morte a Venezia? Il tutto inframmezzato da estratti da Un amore di zitella, Il vecchio e il mare e Novecento?