polvere di stelle

Le stelle non sono lontane

di Candida Morvillo

Recensione di Le stelle non sono lontane di Candida Morvillo, Milano : Bompiani, 2014
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La bravura scrittoria di Candida Morvillo è il punto fermo di Le stelle non sono lontane. L’alternanza tra déjà-vu e tempo presente, l’aumentare del ritmo all’avvicinarsi della scadenza fatidica per la protagonista, il diario intimo di questa: tutto è ben misurato, mai banale nelle scelte stilistiche, vivace quando serve e con una vena malinconica dosata con bravura.

Quello di cui invece soffrono queste pagine è una trama che oscilla tra lo scontato e l’improbabile. Se da un lato i personaggi del teatro in cui è immersa la protagonista reggono bene perché esprimono una realtà purtroppo vera, dall’altro non raccontano nulla che non si sappia già (l’accostamento di questo romanzo a La grande bellezza compiuto da qualcuno è del tutto fuori scala); se da un lato la figura della protagonista è ben scavata, e appare completa quanto viva, sono palesemente irrealistiche le situazioni che vive, il modo in cui è arrivata al successo, e la decisione che prenderà alla fine della storia. Tutto questo, si direbbe, per ingenuità dell’autrice, ma è più facile pensare a un dipinto che non vuol essere troppo a tinte fosche, e che vuole dare qualche speranza all’esercito delle veline che serve il nostro paese oggi. Se l’intento è in qualche modo pedagogico, però, forse sarebbe meglio convincerle a non arruolarsi, piuttosto che lasciarle congedare.